In un mondo del lavoro complesso e in continuo cambiamento, la sicurezza psicologica, ovvero ciò che permette alle persone di esprimersi con libertà e rispetto, senza timore di ritorsioni o giudizi, non è più un elemento accessorio: è il motore per generare fiducia, collaborazione e innovazione.
Eppure, secondo Great Place to Work 2025, il 62% delle persone non percepisce il proprio ambiente di lavoro come psicologicamente sicuro.
Da questa consapevolezza nasce C.A.R.E. – Psychological Safety Assessment, lo strumento di rilevazione che noi di Bridge Partners abbiamo sviluppato insieme a The Way, associazione non profit che riunisce psicologi, psicometristi e ricercatori dell’Università di Torino e dell’Università Cattolica di Milano.
C.A.R.E. è un questionario scientificamente validato, costruito per misurare in modo approfondito e affidabile il costrutto della sicurezza psicologica. Restituisce alle organizzazioni una fotografia condivisa, anonima e azionabile del clima relazionale dei team. Lo fa esplorando le sue 4 dimensioni chiave:
- Connessione
- Alleanza
- Rischio
- Espressione
In questa intervista, Alice Chirico e Francesca Borghesi, le ricercatrici di The Way che hanno lavorato con noi a questo progetto, ci accompagnano alla scoperta di C.A.R.E., raccontandone la visione, il percorso e il potenziale.
Oggi si parla spesso di sicurezza psicologica, eppure secondo Great Place to Work il 62% delle persone non percepisce il proprio luogo di lavoro come psicologicamente sicuro. Dal vostro punto di vista, cosa serve per cambiare questa tendenza?
A nostro avviso, servono tre leve integrate. Primo, comportamenti di leadership osservabili che riducano il rischio interpersonale: ammettere errori, chiedere idee “non ovvie”, dare feedback sicuri. Secondo, pratiche di team che istituzionalizzano la sicurezza (regole di confronto, turn-taking, retrospettive). Terzo, una misurazione affidabile che trasformi la percezione in dati azionabili. C.A.R.E. fa proprio questo: offre indicatori chiari per individuare dove si inceppa il clima di sicurezza psicologica e quali micro-comportamenti attivare subito per gestire al meglio queste situazioni.
Come si può trasformare il livello di sicurezza psicologica percepita in una misurazione concreta e affidabile? Quali benefici possono ottenere le organizzazioni e i team nel far emergere il loro vissuto rispetto a questo tema?
Traduciamo la sicurezza psicologica in una scala pratica e chiara, da auto-somministrare ai lavoratori stessi in modo semplice e intuitivo, validata in contesti italiani. La rilevazione è anonima e i risultati vengono letti a livello di team, perché parliamo di una dinamica condivisa all’interno di un gruppo di lavoro. I vantaggi sono immediati: per l’organizzazione, priorità d’azione basate su evidenze e confronto tra unità; per i team, un linguaggio comune e piani mirati su ciascun fattore, con la possibilità di monitorare i progressi nel tempo.
Ogni giorno HR e manager sono chiamati a gestire dinamiche sempre più complesse. In che modo C.A.R.E. può supportarli?
C.A.R.E. traduce dinamiche sfumate in insight pratici.
Per HR, significa rilevazione mirata, allineamento con iniziative di learning e misura dell’efficacia nel tempo; per i manager, significa passare da intuizioni a micro-azioni settimanali che migliorano dialogo, inclusione e apprendimento del team.
Per tutti, significa capire quali siano le azioni da intraprendere dall’alto e dal basso per contribuire a un clima aziendale sano, in risposta anche alle sfide attuali.
C.A.R.E. non è nato in un giorno: ci sono voluti oltre 12 mesi di lavoro per costruire e validare questo strumento. Ci raccontate cosa si intende con validazione scientifica e quali sono state le tappe principali?
Abbiamo seguito un percorso in 4 fasi:
- generazione item e revisione di esperti (validità di contenuto);
- studio pilota e analisi fattoriale esplorativa;
- studio della struttura a 4 fattori con indicatori di affidabilità;
- test di validità di facciata.
Abbiamo costruito un pool iniziale di item (cioè affermazioni) che potessero coprire tutte le sfaccettature della sicurezza psicologica, incluse quelle più inedite e contemporanee: dalla gestione dell’errore allo smart working, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale.
Volevamo che ogni aspetto rilevante fosse rappresentato in quegli item. Con questi item, abbiamo creato la prima versione del questionario, che è stato somministrato a un ampio campione estrapolato dalla popolazione aziendale. L’analisi statistica delle risposte ci ha aiutato a selezionare solo gli item davvero efficaci e significativi. Ne abbiamo trattenuti 49, quelli che meglio spiegavano tutte le sfaccettature di psychological safety, e che si raggruppavano in modo chiaro in quattro aree o fattori distinti, ma coerenti tra loro.
Questi quattro fattori oggi costituiscono l’ossatura teorica di C.A.R.E.
Successivamente, abbiamo voluto verificare anche la percezione soggettiva dello strumento, per capire come venivano vissuti questi nuovi item da parte delle persone. Abbiamo quindi testato il questionario su un campione mirato, sempre tratto dalla popolazione aziendale, per raccogliere feedback sulla chiarezza, rilevanza e attualità degli item. Questo ci ha permesso di assicurarci che C.A.R.E. non fosse solo robusto da un punto di vista scientifico, ma anche vicino all’esperienza reale delle persone.
Cosa distingue C.A.R.E. da una tradizionale indagine di clima?
Rispetto a una tradizionale indagine di clima, C.A.R.E. è molto più focalizzato: analizza in profondità un concetto specifico e strategico come la sicurezza psicologica e lo fa con un approccio scientificamente validato, ma al tempo stesso attuale, concreto e orientato all’azione. Il valore aggiunto per le organizzazioni è duplice: da un lato, una diagnosi solida e affidabile, con benchmark e trend che permettono confronti nel tempo e tra contesti diversi; dall’altro, output pratici e attivabili, che aiutano team e leader a trasformare i dati in comportamenti, abitudini e decisioni.
La sicurezza psicologica non è un “sentiment”: è un comportamento collettivo, osservabile e migliorabile. Con C.A.R.E., diamo alle persone e alle organizzazioni una bussola concreta: per orientarsi, per evolvere, e per fare davvero dell’innovazione e dell’apprendimento un gioco di squadra.

