Cambiare non è un’opzione: è una necessità. La velocità del cambiamento, nei mutevoli e sfidanti contesti di oggi, è tale che le competenze tecniche e relazionali necessarie per affrontarlo al meglio evolvono altrettanto rapidamente.
Per questo, formazione continua e lifelong learning devono diventare un mindset non solo per le grandi ma soprattutto per le piccole e medie imprese che hanno nella versatilità un grande vantaggio competitivo.
Per creare contesti aziendali che coniughino innovazione, creatività e un’elevata efficienza, al di là delle competenze tecniche e digitali che, è scontato dirlo, vanno sempre aggiornate con adeguati programmi di upskilling e reskilling, è imprescindibile creare sicurezza psicologica e dare spazio a un costante e generativo confronto libero e aperto.
Sicurezza psicologica: perché è cruciale
Che cosa si intende per sicurezza psicologica? Amy Edmonson, professoressa di Harvard, nel suo libro più famoso – Organizzazioni senza paura – la definisce come l’assenza del timore di assumersi rischi relazionali.
Una ricerca condotta anni addietro da Google, – nota come Progetto Aristotele –, per indagare cosa accomunasse i suoi team più performanti, attesta che è proprio la sicurezza psicologica la dimensione imprescindibile e fondante alla base del successo dei team, della loro capacità di cooperare e di portare a compimento i progetti con efficacia e nel rispetto dei tempi.
Creare le condizioni per cui l’unicità di ogni persona venga preservata e trovi espressione concreta nella possibilità di esprimere le proprie idee – anche e soprattutto se divergenti – senza paura delle conseguenze, porta innovazione, motiva le persone, accresce produttività e efficienza delle aziende.
Reb Rebele e Adam Grant, due esperti di management, nel loro articolo Collaborative Overload pubblicato proprio su Harvard Business Review nel gennaio 2016, evidenziarono come, rispetto a 20 anni fa, le persone lavorino in team per più del 50% del tempo.
Oggi il dato potrebbe essere persino aumentato, viste le interconnessioni che il nostro modo di lavorare crea costantemente, sulla spinta della digitalizzazione.
Saper collaborare: il teaming
Il successo dei progetti più delicati e importanti dipende dalle competenze, dall’energia e dall’attenzione di ciascun membro del team.
Saper collaborare, altrimenti detto teaming, è una capacità dirimente, legata a doppio filo alla sicurezza psicologica e alla capacità di padroneggiare conversazioni cruciali, definibili tali per l’alta posta in gioco, le opinioni contrastanti e l’emotività che smuovono.
In questi casi, saper stare nel dialogo, evitare che i conflitti – inevitabili e di per sé costruttivi perché frutto della nostra diversità e unicità – prendano una deriva malsana, rispettare il punto di vista altrui, essere davvero inclusivi, il tutto collaborando da remoto, attraverso uno schermo, in tempi stretti e con pressioni forti, non sono attitudini: sono competenze cruciali, che sempre più guideranno il futuro, determinando il successo tanto personale quanto di team.
Come tali meritano di essere sostenute e sviluppate.
Un’azienda sarà competitiva, un’organizzazione efficiente e un paese capace di generare benessere grazie anche, e soprattutto, alla qualità delle capacità relazionali del proprio capitale umano, le persone, che nei più diversi ruoli quotidianamente lavorano e si impegnano per raggiungere i risultati che sono chiamate a ottenere, e lo potranno fare sempre di più e meglio sapendo che le loro idee, il loro punto di vista e la loro unicità contano, sanno essere rispettati e valorizzati da ogni membro dell’organizzazione, a prescindere dal ruolo.
Il potere trasformativo delle competenze cruciali
Alle competenze cruciali, al loro potere trasformativo e al loro impatto virtuoso abbiamo dedicato la Crucial Skills Marathon, il nostro evento di una mattinata per toccare con mano il valore di tre competenze cruciali: la negoziazione, la gestione delle conversazioni cruciali, l’efficacia e la produttività personale coniugata al proprio benessere, con tre speaker d’eccezione.
Martedì 12 Novembre, 09:00 |13:30
Milano | Auditorium Giorgio Squinzi Assolombarda.
L’ evento è gratuito e l’iscrizione è nominale.
SCOPRI IL PROGRAMMA E ISCRIVITIScritto per Mondo Formazione | Harvard Business Review Italia – Ottobre 2024.

