Bridge Weekly Post #71

La banalità del coraggio

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La banalità del coraggio
2 ' di lettura

Il coraggio nella sua quotidiana normalità. A questo tema dedichiamo l’evento corporate 2018.

“Il coraggio non può essere contraffatto, è una virtù che sfugge all’ipocrisia”, ci ammoniva Honoré de Balzac.
“E non è per tutti, – avrebbe aggiunto Manzoni -, ma solo per chi ce l’ha”.

Noi pensiamo che l’abbiano tutti, il coraggio, solo che non tutti sanno di possederlo.

È il coraggio nella sua quotidiana normalità che vogliamo esplorare, indagare e di cui vogliamo appropriarci.
La chiusura di questo anno ci regala ottimismo. Lo porteremo con noi nell’anno che verrà, insieme a dei programmi.

La prima e più urgente novità riguarda proprio l’evento corporate del 2018 a cui stiamo alacremente lavorando da qualche settimana. La nostra settima edizione.
Come ogni anno affrontiamo un argomento trasversale alla nostra unica, quanto comune dimensione, quella umana.

Abbiamo parlato di alibi, errore, motivazione, fiducia, responsabilità, conflitto, e ora è la volta del coraggio.

Faremo un viaggio in questa virtù, ne tracceremo i contorni, come sempre, con il contributo degli ospiti sul palco e del nostro amico pubblico.

Parafrasando lo scrittore langarolo Cesare Pavese, non ci si libera di qualche cosa fuggendo da essa, ma attraversandola. Qualunque possa essere l’esito.

È una parola abusata, maltrattata, e come scrive lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet nel suo saggio Il Coraggio: “[…] c’è da chiedersi oggi che cosa significhi possederla e consolidarla*”.

Di certo non è nostra intenzione mitizzare il coraggio, anzi, maledetta la terra che ha bisogno di eroi!

Per scoprire che cosa intendiamo e affrontare con noi questo viaggio…non resta altro che farsi coraggio.
Ti aspettiamo il 18 maggio 2018 a “La banalità del coraggio”.
A partire dal 15 gennaio apriremo le iscrizioni.

Perché, qualche volta, c’è anche il rischio di farcela.

Un arrivederci a presto.

*P. Crepet, Il Coraggio. Vivere, amare, educare, Milano, Mondadori, 2017, p.4.

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