Bridge Monthly Post #2

Luogo, nonluogo o luogo di valore?

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Luogo, nonluogo o luogo di valore?
3 ' di lettura

Tra luogo e nonluogo noi proponiamo una terza strada: luogo di valore.

La parola luogo ha la sua origine etimologica nel latino locus, spazio che un corpo occupa o può occupare.
Il luogo è la dimensione in cui l’Umano ha dimora, istruzione, lavoro e vita sociale.
Può essere fisico, ma non solo.

Il luogo fisico è fatto di terra, mare e cielo, di città. Spazi tangibili in cui l’Umano dispiega la propria esistenza.
Ci sono poi luoghi che non possono essere né visti né toccati perché esistono solo nelle menti e nei cuori: sono i pensieri, le emozioni, la cultura, la memoria.

Un’accezione particolare del termine luogo è stata coniata dal celebre antropologo Marc Augé che in un suo libro, Nonluoghi, distingue i luoghi antropologici che creano un sociale organico dai nonluoghi che creano solitudine.

Nonluogo: spazio di solitudine e similitudine

Il nonluogo s’insinua nella vita degli individui come spazio partecipato, ma non condiviso. Una zona di transito, una sorta di limen che è soglia ma non reale vissuto.
Lo spazio fisico a questo punto può essere luogo o nonluogo insieme, a seconda del vissuto di ciascuno di noi.
Le donne e gli uomini sociali hanno bisogno di sentirsi parte di e diversi da. Unici, ma nello stesso tempo parte di qualcosa, a partire dai luoghi della propria vita.

Mondo connesso: habitat virtuale, non sempre reale

C’è un altro universo abitato dagli individui in modo abbastanza pervasivo, che non è né luogo né nonluogo, ma habitat virtuale.
Un’agorà pubblica dove possiamo essere tutto e il contrario di tutto: è il mondo online, dove c’è sempre qualcuno connesso e accessibile, ma non per forza disponibile.

Siamo nel mondo dei social, nello spazio web, nell’iperconnettività dove alla comunicazione manca la componente non verbale, quella fatta di sguardi, suoni, gesti, odori, di quel sentire che va oltre le parole.

Ci siamo promessi all’inizio di questo percorso di non giudicare il brutto e il cattivo, quindi non diremo cosa è buono e cosa non lo è, sarebbe fuori luogo!

Ne parliamo perché vogliamo aiutare a riconoscerli questi luoghi-nonluoghi, per abitarli in modo consapevole e a misura di umano.

Da luoghi a luoghi di valore: La Tribù di Bridge

Non ci fermiamo alle parole: con La Tribù di Bridge abbiamo pensato ad una bella piazza dove chiamare a raccolta la community dei partecipanti ai nostri training.
E poiché la piazza è un luogo fisico, il 10 aprile 2018 l’appuntamento è a Milano, nella nostra sede.

Ci troveremo, sconfinando il virtuale, per creare e riconoscerci come membri di una comunità, in un luogo d’incontro e conoscenze fatto di volti, di voci, di storie. Uno spazio di cooperazione, di condivisione e scambio per trovare insieme nuove strade e rendere la nostra vita e le nostre imprese luoghi di valore.

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