Employability: cosa significa e perché è importante

Cosa significa employability

Una parola molto usata, termine ombrello pervasivo, quando si parla di colloqui di lavoro e performance lavorative è l’employability, traducibile in italiano come “impiegabilità, spendibilità sul mercato, idoneità a ricoprire un ruolo”.
Vediamo che cosa significa employability, qual è la definizione della parola e qual è la sua utilità nel mondo del lavoro.

La definizione di employability

L’employability, secondo una definizione di Sumantra Ghoshal, famoso studioso ed esperto di management a livello internazionale, è la capacità per:

  1. i giovani, di assicurarsi l’ingresso nel mondo del lavoro grazie a conoscenze e competenze garantite dalla qualità del sistema formativo;
  2. chi ha un lavoro, di mantenerlo nel tempo, rendendo possibile un passaggio da un ruolo a un altro nella stessa organizzazione, soddisfacendo i requisiti richiesti per ricoprirlo;
  3. chi si deve ricollocare, di trovare rapidamente un lavoro, grazie al livello di spendibilità delle proprie competenze.

L’employability riguarda quindi le aziende e lavoratori: le aziende devono garantire opportunità per la crescita individuale e professionale delle proprie persone, e i lavoratori si devono impegnare con continuità, sostenere e migliorare le proprie capacità, per non perdere appeal sul mercato del lavoro.
Un’azienda dovrebbe impensierirsi se le proprie persone non fossero ricercate sul mercato: potrebbe essere letto come indice di poche capacità e alta fungibilità.
Del pari dovremmo provare ogni tanto a chiederci: “Quanti potrebbero prendere il mio posto”, a misura della nostra competitività sul mercato del lavoro.

Mondo del lavoro ed employability: cosa significa essere impiegabili

Il contesto economico, sempre più sfidante, perché tutti chiamati a fare di più con meno risorse, ha messo sul tavolo tre necessità:

  1. quella del mercato del lavoro di disporre di strumenti di immediata ed efficace decodifica del reale possesso delle competenze professionali vantate;
  2. quella delle aziende di accelerare i processi di ingresso di nuovi collaboratori e di avere un elevato e costantemente aggiornato livello di competenze per crescere in competitività;
  3. quella delle persone di una facile quanto rapida ri-collocazione nel mercato del lavoro.

Capire che cosa significhi oggi essere “impiegabili” e darne conto nei processi di selezione è un passaggio quanto mai delicato e importante e per nulla scontato.

Employability: soft skills e hard skills

Abbiamo da sempre dato un ruolo quasi esaustivo alle competenze tecniche come metro di giudizio dell’employability.
Se parametro accettabile in un mondo con un tasso di innovazione basso, nel quale le hard skills non necessitavano di aggiornamenti, oggi non lo è più. Basti dire che è dimostrato che in media ciò gli studenti hanno appreso il primo anno di università, una volta laureati, è già obsoleto. Occorre invece sempre più puntare sulle soft skills per rendersi appetibili e aggiornati 

La nostra competenza tecnica, se non davvero distintiva, è sostituibile, e con essa noi: qualcuno anche solo un poco più giovane e aggiornato prenderà con più efficacia e a minor costo il nostro posto.

Dello stesso equivoco è vittima anche la professione di manager, che, come sottolinea Barbara Imperatori, Professore Associato di Organizzazione Aziendale presso l’Università Cattolica di Milano, in Italia è spesso vissuta in una accezione solo tecnica.


“La socialità che caratterizza la nostra cultura ha in parte rallentato processi più strutturati di codifica e sviluppo di competenze manageriali relazionali, che spesso sono considerate un tratto caratteriale e psicologico naturale. La complessità attuale dei contesti organizzativi sta mettendo in luce le debolezze di questo modello manageriale”.


Molto dello scetticismo nasce proprio dalla difficoltà di oggettivizzare un concetto di managerialità efficace, e quindi le capacità ad essa sottese e i comportamenti che ne sono espressione.
A fronte della supposta inconsistenza della capacità manageriale, la consistenza della capacità tecnica sta nella misurabilità tra processi e risultati.
Credo quanto mai erroneo.

Employability: una competenza manageriale strategica

Le competenze relazionali o trasversali, invece, non sono meno valide e meno solide delle cosiddette hard skills: la loro misurabilità, rispetto alla qualità del lavoro svolto, si misura con indici diversi. Il punto è disporne.

Prendiamo la capacità negoziale, competenza tra le più strategiche per un manager: come faremmo a valutarla senza un metodo e parametri oggettivi?
Reputare di avere una buona capacità negoziale solo perché si è raggiunto un determinato obiettivo, è ingannevole.
Non conta solo il che cosa, conta anche, e molto, il come
. Io posso andare da Milano e Roma in auto in 5 ore e raggiungere la meta nel tempo dato. Potrei tuttavia anche arrivare in meno tempo, consumando meno pastiglie dei freni, carburante e pneumatici.

L’employability si basa quindi su diversi fattori, ascrivibili tanto al possesso di competenze tecniche quanto a quelle trasversali, parimenti misurabili, a patto di disporre di un metodo.

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*Alessandra Colonna per DIRIGENTI INDUSTRIA ALDAI – luglio 2016

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