Less is More: perché la semplicità paga

La semplicità: da vezzo intellettuale a business practice.

Il cervello, come qualsiasi altro organo, vuole risparmiare energie. Non solo ha bisogno di semplicità, la invoca.
In queste ore, giorni, settimane di emergenza si invoca semplicità ovunque. Si è visto che, dove le cose erano già semplici, è stato possibile fronteggiare meglio la situazione.
Un’ emergenza crea terreno fertile per innovare.

La semplicità non è da considerarsi puro vezzo intellettuale. Mai come oggi è al contempo un bisogno del cervello, una competenza e una business practice. Paga e ha un valore economico. Una riprova? Il Simplicity Index misura l’impatto – valore economico – della semplicità su profitti e reputation delle aziende, dimostrando quanto sia determinante nelle scelte dei consumatori, che premiano i brand la cui esperienza di consumo viene vissuta e percepita come Semplice.

Alan Siegel, grande esperto di semplicità e co-autore del Simplicity Index, si domanda perché, nonostante gli indubbi vantaggi della semplicità, nella quotidianità vinca la complessità. Perché la complessità sia lo status quo e non si sia pronti a cambiarlo.
Una delle spiegazioni che offre è che la complessità abbia anche un che di fascinoso e perverso.

Come parla bene, non ho capito nulla, però deve essere bravo se parla così”. No, se parla in modo che nessuno lo capisca non è bravo, è un incapace! 
Bravo è colui capace di trasmettere quel concetto in modo comprensibile.

La complessità ha degli alfieri che la difendono: quelli del “Si è sempre fatto così ”, quelli del “Lo prevede la procedura ”, quelli ancora del “Non saremmo compliant ”.  Sono coloro che ergono le barriere delle complicazioni.

Sempre Siegel ricorda che la semplicità si basa su 3 pilastri:

  1. transparency,
  2. clarity,
  3. usability.

La trasparenza genera fiducia, e dove c’è fiducia c’è efficienza.
La chiarezza genera rapida comprensione che è una leva di efficienza.
L’usabilità è la facilità d’uso, anch’essa acceleratore di efficienza.

L’industria americana dei giocattoli perde milioni l’anno per effetto dei resi di giochi che le famiglie non capiscono come usare.

Costruire semplicità non è da tutti. Chi innova sa bene che la semplicità non è solo un obiettivo, ma è un modo di fare ed essere.

La semplicità è un viaggio, non una destinazione.
Alan Siegel

Tra gli ingredienti per costruire semplicità c’è la chiarezza. Come si può essere chiari? Che cosa fare per costruire una comunicazione immediata, fruibile, semplice? 

La semplicità è tutto meno che facile: richiede impegno e disciplina, intelligenza e coraggio, capacità e determinazione.
Chi vuole innovare e risolvere le complessità con la semplicità avrà vita dura in azienda e ha bisogno di dotazioni dirompenti: strumenti pratici e obiettivi chiari.
L’impatto innovatore delle semplicità fa paura e troverà molti ostacoli. A forse questo però deve il suo fascino.

 

Vuoi saperne di più?
Leggi il nostro White Paper Less is More – Il Potere della Semplicità – con consigli e riflessioni di Alessandra Colonna.

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