Come scrivere nell’era digitale: trucchi e strumenti per uscire dalla nebbia

Scriviamo troppo, leggiamo troppo poco.

Ti è mai capitato di trovarti immerso nella nebbia? Una di quelle fitte che ostruiscono la visuale e rendono impossibile distinguere dove ti trovi o decidere dove andare? Sgradevole vero?!

Con la scrittura può accadere lo stesso.
La frenesia dei ritmi e del bisogno di dire, sommata alla disintermediazione del digital, può gettare nella nebbia parole e messaggi, offuscandone scopo,  chiarezza e utilità.
Risultato? Il lettore perde il senso dell’orientamento, non riesce a seguire e di conseguenza ad agire.
Ecco perché serve un metodo semplice per dissolvere la nebbia: scrivere con efficacia e far sì che i messaggi non siano ignorati ma vengano letti in qualunque situazione o su qualsiasi device.

Oggi scriviamo molto più di dieci anni fa. Scriviamo digitale.

Lo facciamo prevalentemente dallo schermo di un laptop, di un cellulare o di un tablet, e questo complica la questione.

Schermo e scrittura? Il diavolo e l’acqua santa

Lo schermo, per definizione, non facilita l’attività analitica e gli errori sono molto più frequenti. Non sei convinto? Prova!
Correggi un qualsiasi scritto – email, report, presentazione – da schermo. Poi stampa  – su carta riciclata nel rispetto dell’ambiente – quello stesso documento e ripeti l’operazione: troverai molti più errori, si accettano scommesse!

Ma allora, se scriviamo di più, significa che leggiamo anche di più?
Attenzione a non cadere nella trappola!

Pensa alle email.
Prenditi un attimo e chiediti: quante ne leggo veramente con attenzione, dalla prima all’ultima riga?!
Se sarai onesto con te stesso, ammetterai che ne leggi una minima parte con vera attenzione, molte le inizi e non le finisci, altre le scorri solo con gli occhi.

Ebbene si!  In quest’era digitale siamo diventati tutti degli “scrematori” ossia Skim Reader, come dicono gli inglesi.
Scorriamo il testo con gli occhi alla ricerca dell’essenziale. Un sistema ineccepibile di autodifesa. Peccato che gli altri facciano lo stesso con le nostre email e, in generale, con tutti i documenti che produciamo.

Lo sanno bene i giornalisti: ti catturo con il titolo, tu inizi a leggere, ma se nel primo paragrafo non ti conquisto, ciao, mi abbandoni.
Il punto allora è: perché scrivere?

Lo spiega meglio di mille parole (scritte) questa video infografica che narra dei danni di un aberrante quanto reale episodio, a cui gli strumenti di Writing Dynamics™ Digital, un metodo di business writing, pongono rimedio.

La chiave di svolta oggi è diventata la leggibilità

Quando scriviamo, specialmente quando scriviamo per il web, vogliamo che le persone facciano 3 semplici passaggi:

  • leggano;
  • capiscano;
  • diano un riscontro, facendo qualcosa che rientri negli obiettivi che ci siamo dati.

Quindi come fare in modo che questo avvenga? 3 trucchi:

  1. chiarisci subito il motivo per cui scrivi;
  2. usa una lingua umana per far sentire il tuo lettore non un numero ma una persona;
  3. abbandona cliché e frasi fatte non distintive. Evita tecnicismi e acronimi: punta alla semplicità.

Se ti interessa approfondire l’argomento scarica il nostro White Paper Scrivere bene per lavorare meglio – I segreti del business writing, con i consigli di Alessandra Colonna.

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