Bridge Weekly Post #49

È di scena il conflitto: 403 grazie!

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È di scena il conflitto: 403 grazie!
2 ' di lettura

“È di scena il conflitto” – Una giornata intensa, emozionante e coinvolgente. Così l’hanno descritta i nostri 403 ospiti.

Il 19 maggio scorso si è tenuta la VI edizione del nostro annuale evento corporate, dedicato al conflitto.
È stata una giornata intensa, a tratti emozionante e costantemente coinvolgente.
Così l’hanno descritta i nostri 403 ospiti, e ne siamo lieti.

L’idea era di proporre un viaggio attraverso il conflitto, partendo da un dato di fatto, ineluttabile: è parte della nostra vita.

Come ricordava anche il Cardinale Martini nella sua Cattedra dei Non Credenti, il conflitto è dentro di noi.
Grazie a un’intuizione intellettuale, laica e umana, prima ancora che religiosa, Martini ci invitava a non sopire questo conflitto, ma ad animarlo attraverso un dialogo incessante. Con noi stessi e con gli altri.

Come affrontare il conflitto nella quotidianità?

I nostri ospiti ci hanno offerto spunti, proposte e riflessioni.

Yolande Mukagasana – Nella vita

Yolande Mukagasana, sopravvissuta allo sterminio dei Tutsi perpetuato dagli Hutu in Ruanda nel 1994, dove morirono in 100 giorni 7 persone al minuto, ha raccontato la sua storia con l’aiuto di Rosalba Reggio e ci ha lasciato una testimonianza forte e pregnante.
Non avere tabù, se non quello dell’odio.

Troppi contrasti degenerano anche solo tra colleghi, perché non si ha il coraggio di affrontarli. Questo perché il confronto più vero e più profondo tra le persone resta ancora un tabù.

Paolo Vergnani – Nel teatro

Paolo Vergnani ci ha regalato felici intuizioni con la sua performance teatrale “Sopravvivere al conflitto”, grazie alla sua soave profondità, in perfetta sintonia con quella di Yolande.
Ci ha regalato l’idea del contrasto come qualcosa di utile e prolifico, non figlio minore, ma piuttosto causa scatenante, del conflitto: dobbiamo avere il coraggio di vivere il contrasto, l’alternativa è il conflitto.

Stefano Lucarelli – In musica

In ultimo, abbiamo potuto sperimentare la difficoltà e al contempo il piacere della ricerca dell’armonia, con l’aiuto del maestro Stefano Lucarelli e del suo gruppo di orchestrali.
L’armonia tra i suoni, come nella vita, non è naturale e non è scontata: va conquistata con esercizio e impegno e nessuno può permettersi di sottrarsi a questa responsabilità.

Grazie ancora a tutti i nostri ospiti e un arrivederci al prossimo anno.

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