Bridge Weekly Post #48

Manager non si nasce

Management  

Manager non si nasce né ci si improvvisa.

La formazione non è l’unica componente del successo di un manager, ma…

Chi ricopre ruoli manageriali in azienda ha tre responsabilità:

  • la propria crescita personale;
  • la formazione del proprio team;
  • evitare la trappola dell’operatività.

La propria crescita personale

Non ci si improvvisa manager, cioè gestori o allenatori di una squadra.
Il mondo anglosassone, al quale si possono muovere parecchie critiche, sul tema della formazione ha però una maggiore esperienza e maturità. La persona che viene promossa ad un ruolo manageriale, grazie anche alla sua competenza tecnica, è supportata nell’acquisizione di competenze gestionali, fondamentali per il coordinamento del team.
Questo tipo di competenze non sono mere attitudini e non hanno a che fare con le conoscenze tecniche per cui quella persona è stata promossa.

In sintesi: sono strategiche rispetto al ruolo e non possono essere date “pericolosamente” per scontate.

La richiesta di supporto a fronte del sano riconoscimento dei propri limiti spesso viene proprio dal neo manager, e negoziata in cambio di rinunce retributive.
Una prova evidente è la diffusione del coaching, popolare tra il management d’Oltralpe, pionieristico da noi, in termini di domanda e offerta. Nella maggior parte dei casi lo si vede come una sorta di baby-sitting e lo si rifiuta a priori.

La formazione del proprio team

Lo sviluppo delle competenze del proprio team è per ogni manager la chiave del suo stesso successo.
Un manager ha il dovere di creare degli eredi e di non lasciare mai il vuoto dietro di sé. Se così fosse, non avrebbe assolto pienamente al proprio compito.

Evitare la trappola dell’operatività

La quotidianità fagocita le risorse temporali del manager.
Chi governa un team deve tenere un’agenda accurata che lasci spazio alla formazione e al miglioramento, al pari di ogni altro tipo di impegno.
La formazione non è evidentemente l’unica componente del successo di un manager, ma in un sistema paese che voglia innovare e riaffermarsi in chiave competitiva e meritocratica, è strategica, se non più di, almeno pari ad altre risorse.

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