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Storytelling in azienda: tre domande per iniziare

Management  

Storytelling e managerialità.
3 ' di lettura

Fare storytelling in azienda significa tirare fuori e far vivere l’anima delle cose e delle persone.

1. Cosa accade quando ascoltiamo una storia?

Sospendiamo i nostri dubbi e semplicemente ci crediamo. Ciò accade perché la mente umana funziona in chiave narrativa.
Se ascoltiamo una presentazione in power point a elenco puntato, si attiva la parte del cervello che sovraintende al linguaggio.
Ma se ascoltiamo una metafora risvegliamo i nostri sensi e ci sentiamo coinvolti.

Per esempio: siamo in riunione e snoccioliamo dei numeri per illustrare l’andamento delle vendite nel periodo X.

Immaginiamo che il nostro obiettivo sia chiedere alle persone presenti uno sforzo, perché i risultati non sono soddisfacenti, la concorrenza è spietata, l’organico è ridotto e così via.
Possiamo farlo in modalità ‘logica’ (spieghiamo i numeri, li rappresentiamo in grafici e tabelle) e magari ci prodighiamo in un monologo prevedibile, noioso e abbastanza inutile sulla necessità di ‘dare qualcosa in più per ottenere migliori risultati’.

Oppure possiamo usare lo storytelling.

E partiamo da una domanda: qual è l’obiettivo?
Convincere quelle persone a offrire un contributo diverso e migliore.

Allora possiamo, per esempio, proiettare l’immagine di un lupo e raccontare di come i lupi siano stati reintrodotti a Yellowstone negli anni ‘90 e, pur essendo davvero pochi in un vasto territorio, siano riusciti non solo a trasformare e ripopolare la fauna locale, ma addirittura a trasformare il corso dei fiumi (v.video How wolves change rivers).

La metafora genera emozioni, ci coinvolge.
Il messaggio ci arriva forte e chiaro. Ci porta su un piano ben diverso da quello dei file excel e degli istogrammi.

Insomma le storie, per dirla con Brenè Brown, non sono altro che numeri con un’anima.

Fare storytelling in azienda significa tirare fuori e far vivere quell’anima per convincere, coinvolgere e ingaggiare i nostri interlocutori.

2. Come costruire una storia che funziona?

Le storie sono ovunque, sono intorno a noi: nella vita quotidiana possiamo trovare tutti gli ingredienti necessari per creare una grande storia.
Ma l’abilità è nella capacità di generare emozioni.
Questo è quello che fanno alcune pubblicità: raccontare la storia di una famiglia che sceglie Ikea, o Mulino Bianco o Volkswagen vuol dire portare il brand nelle nostre famiglie: ci immedesimiamo nei personaggi.

Riconoscimento e risonanza sono elementi chiave per lo storytelling. E lo stesso meccanismo si realizza in una riunione, un meeting, un colloquio di feedback.

Per essere ascoltati dobbiamo raccontare.
Una storia convince molto di più che un ragionamento o una mera esposizione di fatti, perché stabilisce una connessione emotiva, altrimenti impossibile.

3. Cos’è dunque una storia?

Un racconto è una promessa di cambiamento.
Ascoltare una storia è come viaggiare, si attiva l’energia del più potente generatore di effetti speciali che esista al mondo: l’immaginazione!
Raccontare è un’abilità manageriale potente sintetizzabile nella frase di Antoine de Saint -Exupery: “se vuoi costruire una barca non radunare uomini per tagliare la legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma racconta loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”.

In tempi in cui l’engagement è la parola chiave che alberga nelle aziende, perché se le persone non salgono a bordo non si attivano per raggiungere i risultati attesi, i nostri collaboratori hanno bisogno di ascoltare storie in cui si riconoscono e per le quali vale la pena spendersi.

Maristella Feletto

Maristella Feletto è stata nostra ospite giovedì 8 giugno p.v. a Milano a Pillole di Managerialità Il potere del linguaggio: storytelling e managerialità.

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